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Se il vino prima o poi diventa aceto, ci sarà un motivo


Diario


8 gennaio 2006

False voci su di me

Non sono fissato con la Chiesa

Non sono fissato con la Chiesa

Non sono fissato con la Chiesa

Non sono fissato con la Chiesa

Non sono fissato con la Chiesa




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6 gennaio 2006

"Un neocon è psicologicamente disturbato"

I cattolici sono stronzi - hic

I cattolici sono stronzi - hic

I cattolici sono stronzi - hic

I cattolici sono stronzi - hic

I cattolici sono stronzi - hic

I cattolici sono stronzi - hic




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26 dicembre 2005

L'imberbe Capezzone osa contestarmi


Oggi ho mangiato il panettone: oddio, non che mi importi nulla del Natale di quegli stronzi pedofili cattolici, ma ho ricevuto un commento nientepopodimeno che di Daniele Capezzone, che addirittura mi definisce maestro, e non sapete quanto latte condensato ciò mi ha prodotto. Ora, come usare il latte condensato se non come farcitura del panettone? E così è stato. Ora, il bravo Daniele mi contesta una cosa: dice che sbaglio ad attaccare i neocon ammerecani. Lo so bene che fino all'altro ieri mi piacevano un sacco, ma voi proprio non avete capito niente di me. Vi faccio un piccolo riassunto: sono stato iscritto al MSI e facevo il saluto romano, e ora do del fascista a chiunque mi sta sul cazzo. Sono stato nel PCI corrente cossuttiana e adesso do del porco comunista a chi non mi garba. Sono stato un ammiratore di Giuliano Ferrara e mo' l'elefantino mi fa diventare isterico. Sono stato berlusconiano di ferro e adesso guai a chi mi tocca Prodi. E questo giovincello imberbe si permette di stupirsi se, professandomi radicale di fede malviniana, scrivo contro i neocon che tanto amai quando mi faceva comodo amarli? I neocon che osano ospitare tra le loro fila perfino un cattolico come Michael Novak - che manco è gnocca come Kim - senza vergognarsene? Suvvia Capezzone, non mi obblighi a usare il suo nome come insulto quando ucirò dal partito radicale per sposare anima e corpo una nuova futura causa.




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1 agosto 2005

Pedofilia da sacrestia

Oggi e domani i cattolici-stronzi possono ricevere quella che si chiama Indulgenza della Porziuncola.
Ohohoh, riderebbe il mio amico che mi osserva dallo specchio. Qual è la ragione di cotanta ilarità del mio amico? Semplice. Non vi parlo delle indulgenze, della loro vendita e di tutte quelle prevedibilissime cose di cui vi parlano tutti, preti esclusi. No, io vi parlo della Porziuncola. Perché credete che si chiami Porziuncola? Non vi suona così terribilmente PEDOFILO quell'uncola? A me sì, tant'è che con i miei amici veri liberali dell'UAAR, tra cui Margherita Hack (eletta nel Pdci, ma nella corrente liberale di Rizzo) e altri liberali come me (come Roberto Fiore e Adriana Faranda, amici liberali di antica data), abbiamo presentato un esposto contro San Francesco, che le assegnò quel nome con il chiaro intento di attrarre i giovanotti e violentarli.
Ora, mi scuserete, ma vi devo lasciare: vabbè che è estate e il latte condensato non si raffredda facilmente, ma se non è di fresca produzione rischia di non essere gustoso come sempre.




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21 luglio 2005

L'algoritmo.

Che i terroristi fossero dei minchioni non c'era dubbio. Ma oggi ne ho avuto conferma. Sono dei minchioni perché non mi leggono, non leggono me, il mio blog, le mie lettere al Riformista e le mie prediche a Dagospia. Come si può essere persone degne di nota senza leggere me? Non si sa: me lo ha confermato anche il mio carissimo amico che mi osserva dallo specchio mentre lavoro giù in falegnameria. La difesa di Butirrometro mi aveva così emozionato: come si direbbe a Londra? Ah sì, carpet, o meglio asskisser. Dico io: ma come si fa? Come si fa a mettere delle bombe senza prima aver letto il mio blog? Avevo scritto un fenomenale e - lasciatemelo dire sennò non me lo dice nessuno oltre a qualche sfigatello - geniale algoritmo, e Butirrometro l'aveva anche approvato. L'attentato andava fatto il 22 febbraio prossimo, non il 21 luglio. Vergognatevi terroristi minchioni. Imparate a leggere me e farete meno errori. Ora, mi vorrà perdonare il mio lettore inferiore, ma l'amico che mi osserva dallo specchio in falegnameria mi reclama.




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20 luglio 2005

Il vero liberalismo.

Vogliano quei coglioni che leggono la mia sublime scrittura perdonarmi se mi intrattengo su alcune questionecelle personali. Friedrich: chi diamine è costui? Uno che si dice cattolico liberale. Ferrara: uno che si dice liberale. Pera: un altro presunto liberale. Ma non date loro retta. Son tutti falsi liberali, son minchioni che nemmeno sanno cos'è il liberalismo. Me lo diceva ben bene il buon Luigi Longo, quando militavo nel PCI: non fidarti (mi ammoniva, il Longo intendo), quelli non sono veri liberali. E il compagno Cossutta confermava, annuiva e riveriva. Me lo diceva anche il camerata Pino Romualdi, me lo ripeteva ogni anno quando a Predappio, con la sezione del MSI nel quale militavo, andavamo a trovare i Nostri Cari: e il camerata Arturo Michelini confermava. Eggià, sante parole: loro sì che avevano ragione. Pera non è un vero liberale. Date retta a me.
Ora, voglia scusarmi il mio ignobile lettore, ma devo scappare: ho un incontro sul vero liberalismo con i miei amici dell'UAAR. Sembra che poi ci sia un buffet di latte condensato.




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20 luglio 2005

Non sono pazzo, sono solo monotematico.

Stavo chiacchierando amabilmente con il signore che mi osserva dallo specchio e che, quando Butirrometro non c'è, provvede a farmi i complimenti, quand'ecco, dagli schermi del tg1, mi compare - o miei cari dementi lettori - il pedofilo di banco vestito con un pischello, mano nella mano, su per i monti della Valle d'Aosta. Mi si è rizzato il pennino, mi s'è indurito il mouse e il ghigno del mio amico dello specchio s'è trasformato in un invito pressante a scrivere. E scrissi. Ben due post. E finalmente liberai tutto il latte condensato che non riuscivo più a produrre da qualche giorno. Oh, sono un uomo soddisfatto e felice. Ma non mi dilungo oltre, miei cari stronzi che mi leggete: il latte condensato freddo non è gustoso.




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13 luglio 2005

Uno come me.

Corbezzoli! direbbe il mio amico che mi fissa dallo specchio che ho sulla scrivania e che mi aiuta a produrre tanto latte condensato. Parrebbe vero ai miei inutili lettori che le mie teorie si ritorcano contro di me? Ricordate i preti pedofili? Sì, quella mia teoria per cui, se fra mille preti ci sono 3-4 pedofili, anche il Papa è pedofilo e lo sono tutti i preti tranne il mio amico don Gallo, che è di Rifondazione e quindi si salva. Ecco, quella teoria, applauditissima dai miei lettori.
Sembrerebbe però che l'assassino dell'università di Bologna sia un radicale, ma di quelli duri e puri, quelli come me. Guardate i link che ha sul suo blog: Partito radicale, Emma Bonino, i radicali di sinistra, Luca Coscioni, Anticlericale, Unione degli atei, agnosticismo, relativismo, come sbattezzarsi, i preti pedofili e tutti i cattolici che son stupido gregge. E costui ha ucciso una persona.
Ohibò.
E' uno come me.
Ohibò.




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11 luglio 2005

Caro Ferrara, un tempo difendevo persino il Vaticano: ma in quel tempo noi ci amavamo.

Signor direttore - Montalban su El País: “Una coalizione di avventurieri, razzisti da quattro soldi e post fascisti è la vera vincitrice della Guerra fredda.” Seguendo questo schema, faccio fatica a sistemare Karol Wojtyla nel libro di storia. “Razzista” non mi sembrerebbe e “post fascista” forse è un tantinello azzardato. Le risulta che il Vaticano sia un abituale ritrovo di sordidi avventurieri? Vuole chiedere (gentilmente, mi raccomando) a Socci? L.C.

© Il Foglio, 3 aprile 2002




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8 luglio 2005

Ho fatto lo scoop e me ne vanto.

Cari i miei stronzi ['stron|zo < longobardo strunz, 'sterco'] lettori che tanto mi osannate e io poco vi considero (brutte caccole che non siete altro). Ieri ho fatto uno scoop, un vero pezzo d'alto giornalismo: me lo ha pubblicato perfino Dagospia. Ho scoperto che esiste un algoritmo per il quale si possono prevedere gli attentati. Mi son detto: "poffarbacco, sei un genio Molvino". Il mio amico che mi scruta dallo specchio ha confermato: "poffarbacco, sei un genio Molvino". Butirrometro anche. Non c'erano più dubbi: sono un genio. Constatato ciò, ho bevuto l'abbondante latte condensato prodotto.

Poi mi son detto: ohibò, Molvino, mica penserai che i musulmani usano il calendario gregoriano (1582 era volgare) come noi atei soggetti alla dittatura di quel pedofilo biancovestito? E allora il dubbio m'assalì. Ma l'amico dello specchio mi fece giustamente constatare che tonaca e caffettano pari sono e perciò Gregorio XIII non è certo meno assassino di Bin Laden. Ora vi saluto, perché il latte condensato, se si raffredda, è poco gustoso.




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8 luglio 2005

Caro Giuliano (ovvero di quando, pur di interloquire con te, riuscivo persino a scrivere email di due sole righe)

Signor direttore - Un ingenuo "Viva Lauro!" costò non poco a un Totò che mai si sarebbe permesso di toccare Dante. Con rispetto per Lauro, per Totò e per Dante. L.C.

© Il Foglio, 12 marzo 2002




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7 luglio 2005

Oggi grande produzione di latte condensato.

Per quanto sia nota la mia coerenza, oggi stavo per compiere un errore che - vossignori mi perdoneranno - avrebbe compromesso la mia lunga e meritata carriera di scrittore di lettere ai giornali. Stavo giustappunto per scrivere un sentito e articolato commento, ricco di citazioni e di dotti detti, circa i luttuosi eventi che hanno investito la mia amata Londra, città bella e nobile, macchiata soltanto dall'aver dato ospitalità a quel prete pedofilo e clericofascista di don Sturzo. Quand'ecco che fa irruzione sul mio schermo la disgustosa dichiarazione di quel prete pedofilo biancovestito che guida tutti i cattolici di merda su questa terra. Quest'esserino, che, scommetto, non ha mai scritto una lettera al Riformista, ha detto che gli attentati sono atti anticristiani. Poffarbacco, mi s'è rizzata la penna e all'improvviso ho realizzato che, se questi sono atti anticristiani, "tavola imbandita è tutto un gioco di dita" (come diceva la mia vecchia zia Assuntina). Ho allora tolto dalla scrivania lo specchio che mi fa compagnia, unica compagnia che ritengo degna della mia penna elevata, e ci ho messo una fotografia dell'anticristiano Al Zarqawi. Non vi racconto quanto latte condensato ho bevuto dopo sì tanta eccitazione. Sto ancora leccandomi le labbra.




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7 luglio 2005

Cum on me.

Sì, lo ammetto: voi mi conoscete. Sono un gran figo, scrivo lettere al Riformista e ho un blog. Però, come mi fisso io su una persona, che ne so Friedrich o Ruini o Ferrara, non riesce a farlo nessuno. E ogni volta, per premiarmi mi faccio scorpacciate di latte condensato di primissima qualità. Sono un gran ghiottone. Stasera ho pasticciato la staccionata di Friedrich. E non vi dico che latte ho prodotto. Scusate, ora torno giù, in falegnameria. Mi aspetta quel signore che incontro ogni volta allo specchio.




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6 luglio 2005

Il chierico pedofilo e il latte condensato.

Sembra che abbiano arrestato un maledetto chierico cinese che non voleva sottostare al regime: ebbene, qual è il problema? Questi cattolici pedofili non devono essere pronti a sacrificarsi per Cristo? Che lo facciano. Così risolviamo due problemi. La crisi del martirio (oggi in Occidente più nessuno vuole farsi uccidere per Cristo). E la mia crisi psichica post referendaria. Se lo torturano, starò anche meglio e potrò bermi un latte condensato di maggiore qualità.




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6 luglio 2005

Caro Ferrara, lei mi fa godere.

Signor direttore - Nel suo editoriale sugli “eroi neri” trovo chiarezza, coraggio e onestà. Sono virtù che nella nostra povera “età di mezzo” hanno destino sventurato: vedrà, diranno che ha scritto cose rozze, le rinfacceranno di non avere figli. Quale Crepet le potrà mai perdonare infatti di aver parlato di “libero arbitrio”? Ma continui così, lei mi fa godere con la sua semplicissima complessità argomentativa! Permetta solo un appunto: come accidenti le è venuto di scommettere sulla controfirma postuma di Pasolini? Dopo aver letto il suo editoriale, così, per curiosità, ho voluto interrogarlo, quel fantasma onnipresente. Il medium mi ha rimandato a “Petrolio” (appunto 64, pag. 310): “Un borghese non sa realmente apprezzare un’innocenza che non sia quella insegnata nei libri di scuola e nel codice non scritto della società. Anzi, egli prova per l’innocenza una certa ripugnanza, di carattere razzista. I doveri li ha inventati per poter condannare l’innocenza, che non li conosce. Tanto più che spesso l’innocenza è collegata alla delinquenza: e se, quindi, è fuori dalla cultura, è anche fuori dalla legge. Il borghese prova sempre davanti all’innocenza un senso di spavento, e, nel migliore dei casi, la giudica come un prodotto inferiore del proprio modo di vivere, non sapendo o non volendo immaginare i termini dell’altro modo di vivere, a cui essa appartiene”. Via, un calcio in culo anche al fantasma! L.C.

© Il Foglio, 11 ottobre 2002




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